C’era una volta, in un mondo dove i bulloni luccicano come stelle e le nuvole sanno di zucchero filato e olio per motori, un piccolo amico di nome Beep. Beep non era un bambino e non era un animaletto. Era un piccolo droid di servizio, azzurro e rosso, a forma di barattolo, alto appena quanto il tuo ginocchio. Invece di due occhi, aveva una grande lente tonda che brillava di una luce calda.
Vrrr-mmm! Facevano le sue tre gambette a cingolo mentre esplorava la Valle dei Fiori di Silicone. Beep era un tipo molto preciso: puliva, sistemava e usava sempre la logica. Ma un mattino, tra un cespuglio di cavi colorati e un fiore di metallo, Beep trovò qualcosa di strano. Era una bacchetta d'argento, lunga e sottile, ma non era una bacchetta normale. Sopra aveva sette bottoni coloratissimi che facevano: Flash! Flash!
«Bleep? Bloop-op?» disse Beep, inclinando la sua testolina robotica. Proprio in quel momento, sentì un sospiro triste. Dietro un salice piangente fatto di fibra ottica, c’era Uni. Uni era un unicorno, ma poverina, sembrava un disegno a matita dimenticato sotto la pioggia! Aveva attraversato la Nebbia Grigia e tutti i suoi colori erano spariti. Niente più criniera rosa, niente più mantello bianco candido. Solo grigio, grigio e ancora grigio.
«Oh, Beep,» sussurrò Uni tristemente. «Senza i miei colori, non riesco più a far sorgere l’arcobaleno.» Beep guardò la bacchetta-telecomando e poi Uni. Un robot sa sempre cosa fare quando c’è un tasto da premere, giusto? «Ci penso io!» pensò Beep con un Ping! di gioia.
Secondo te, quale pulsante doveva premere Beep per primo? Beep guardò il tasto blu. K-chik! Lo premette con la sua manina meccanica. Ma invece di restituirle il colore, dalla punta del corno di Uni iniziarono a uscire migliaia di bolle di sapone giganti! Plop! Puf! Pop! Uni fluttuava nell'aria tra le bolle, ridacchiando nonostante la tristezza. Ma era sempre grigia. «Ups,» fece Beep, facendo girare la sua lente. «Errore di sistema!»
Subito dopo, Beep provò il tasto rosso. Whiry-Click! Oh cielo! Uni non diventò rossa, ma iniziò a correre a una velocità incredibile! Zuum! Correva così forte che lasciava dietro di sé una scia di scintille rosse, correndo attraverso la Foresta di Cristallo e saltando sopra il Ruscello dell'Olio Luccicante. Beep cercava di starle dietro con i suoi piccoli cingoli: Bumm-pete, bumm-pete!
Si fermarono davanti alla Montagna dei Prismi, entrambi col fiato corto. Uni era ancora grigia come una nuvola prima della pioggia. Beep si sentiva un po’ giù. Lui era un robot, sapeva aggiustare i pezzi rotti, ma la magia non seguiva i suoi manuali di istruzioni. Si sedette su un sasso metallico e la sua lente divenne di un arancione dolce. Iniziò a canticchiare una piccola melodia meccanica: Mmm-don-be-bop...
All’improvviso, la bacchetta iniziò a vibrare a ritmo con il cuore di Beep. Beep capì! La magia non era un codice segreto, era un’emozione. Non serviva solo premere un tasto, serviva metterci il cuore. Beep guardò Uni, le sorrise con la luce della sua lente e premette due tasti insieme, il giallo e il viola, mentre continuava a cantare la sua canzone felice.
ZAP-POW! Un ponte di arcobaleno digitale scoppiò dalla bacchetta, collegando il cervello tecnologico di Beep alla magia di Uni. In un attimo, i colori tornarono a scorrere come un fiume: il rosa tornò sulla criniera, l'oro sul corno e un bianco brillante sul mantello. Uni fece un salto di gioia e nitrì così forte che persino i corvi della gola risero di felicità.
«Grazie, Beep!» esclamò Uni, splendente più che mai. Insieme, tornarono a casa mentre il cielo si riempiva di stelle al neon. Beep aveva imparato che a volte, per far funzionare le cose, serve un pizzico di logica e un sacco di fantasia. E fu così che tutto tornò al posto giusto, con un ultimo, felice... Bleep-bloop!