C’era una volta un bosco profumato. Profumava di muschio fresco e di aghi di pino. In questo bosco viveva Luna, una piccola civetta tutta bianca e morbida, proprio come una nuvola di panna. Luna aveva un cappellino blu con tante stelle d’argento e, sul becco, portava delle piccole lenti rotonde. Clic-clack! Facevano le lenti. Clic-clack!
Un giorno, Luna decise di fare scuola tra i rami. „Oggi impareremo a contare le Ghiande d’Oro!” disse con voce dolce. „Uh-uh! Uh-uh!” Gli scoiattolini erano felicissimi. C’era il piccolo Pippo, con la coda tutta spettinata, che saltava: Zump! Zump! Zump! „Ghiande! Ghiande!” gridava Pippo. Ma povero Pippo, le ghiande erano troppe e cadevano dappertutto. Patatrac! Le ghiande rotolavano sull’erba e gli scoiattoli correvano avanti e indietro senza capire nulla.
„Fermi tutti, piccoli miei,” disse Luna sorridendo. „Volete vedere una magia?” Luna si sistemò gli occhiali. Clic-clack! Guardò le ghiande e tutto divenne calmo. „Facciamo un gioco. Una ghianda per la coda, e una per la pancia! Cantiamo insieme?” Luna toccò una ghianda con l’ala: „Uno!” E Pippo fece un salto. „Due!” E un altro scoiattolo batté le zampe. „Tre!” Le ghiande d'oro brillavano: Luccic-luccic!
Gli scoiattoli iniziarono a capire. Contare non era difficile, era come una canzoncina lenta e bellissima. „Uno... due... tre...” ripetevano tutti insieme, muovendo le codine a ritmo. Frusc-frusc! Che bel suono facevano nel bosco! La confusione era sparita e al suo posto c’era una fila ordinata di tesori dorati.
Luna era molto fiera dei suoi piccoli amici. Quando il sole iniziò a dormire dietro le montagne, Luna si tolse gli occhiali e si strinse nel suo cappellino di stelle. Il bosco era calmo, gli scoiattoli erano felici e i numeri erano diventati dei cari amici con cui giocare. E così, tutto andò nel verso giusto, tra un „Uh-uh” e un sogno d’oro. Buonanotte, bosco incantato.