C’era una volta, sospesa nel grande velluto blu dello spazio, una bambina di nome Nova. Ma attenzione, Nova non era una bambina come le altre! I suoi capelli erano fatti di seta color viola scuro, lunghi fino alla vita, e se guardavi bene – proprio lì, tra le ciocche – potevi vedere intere costellazioni che brillavano. Quando girava la testa, l'Orsa Maggiore faceva capolino dal suo orecchio e Orione danzava sulla sua nuca. Zic, zac! Le stelle scintillavano a ogni suo movimento.
Quella era una sera specialissima. Sai perché? Perché stava per iniziare il Ballo delle Galassie! Immagina un’immensa sala da ballo fatta di polvere di comete, dove i pianeti ruotano come trottole e le stelle cadenti fanno a gara a chi lascia la scia più lunga. Nova indossava il suo vestito più bello, un abito di velluto blu mezzanotte che cambiava colore a ogni respiro. Ma il pezzo forte era la sua corona di pietra di luna. Era liscia, fredda e spandeva una luce così dolce che sembrava fatta di sogni. "Senza questa corona," pensava Nova specchiandosi in un pezzetto di ghiaccio spaziale, "non sarò mai abbastanza luminosa per ballare con le grandi Nebulae. Mi serve per essere coraggiosa."
Così, stringendo la sua preziosa corona, Nova iniziò a fluttuare verso il Gran Salone delle Comete. Scivolava nel vuoto con grazia, facendo „Flic!” con le dita per lasciarsi dietro una scia di polvere stellare. Ma proprio mentre passava vicino agli Anelli di Saturno, sentì un rumore strano. Non era un suono allegro. Era un piccolo, timido... „Sniff...”. Un singhiozzo cosmico.
Nova si fermò a mezz'aria. Chi poteva essere così triste durante la festa più bella dell'universo? Nascosta dietro un enorme frammento di roccia ghiacciata, c'era una creatura piccola e scura. Era Eclissi. Eclissi era fatta di ombra soffice, come il fumo di una candela appena spenta. Se ne stava lì tutta rannicchiata, cercando di farsi piccola piccola.
"Eclissi? Perché non sei al ballo?" chiese Nova con voce dolce. Eclissi alzò lo sguardo, e i suoi occhi sembravano due buchi neri pieni di malinconia. "Oh, Nova... guarda come sono scura," sussurrò la piccola ombra. "Tutti lì brillano, esplodono di colori, fanno 'Bam!' e 'Splash!' di luce. Io sono solo un po' di buio. Se entro in quella sala, nessuno mi vedrà. O peggio, tutti penseranno che io sia un buco nell'universo."
Nova guardò la sua bellissima corona di pietra di luna. Poi guardò Eclissi, che tremava come una fogliolina spaziale. Il cuore di Nova fece un piccolo sussulto. Sapeva quanto fosse importante sentirsi speciali. Ma se avesse dato via la corona, lei sarebbe rimasta... ordinaria? Senza quel pezzetto di luna in testa, sarebbe stata ancora la splendida Nova?
Fu allora che Nova prese una decisione. Si sfilò la corona. „Ssssh,” fece il vento solare mentre il gioiello passava da una mano all'altra. "Prendila," disse Nova con un sorriso che illuminò un intero asteroide. "Oggi sarai tu la regina della notte."
Con un gesto delicato, Nova posò la pietra di luna sulla testa d'ombra di Eclissi. E in quel momento accadde una magia meravigliosa. „Puf!” La luce della luna si mescolò all'ombra di Eclissi, trasformandola in un crepuscolo scintillante, un colore mai visto prima, fatto di indaco, argento e mistero. Eclissi non era più solo buio; era diventata una notte stellata che camminava!
"Oh!" esclamò Eclissi, guardandosi le mani che ora spandevano una luce soffusa e magica. "Nova, sono... sono bellissima! Ma tu? Ora non hai più la tua luce!"
Nova si guardò le mani. Non c'era più la corona, è vero. Ma accadde una cosa strana: più vedeva Eclissi felice, più Nova si sentiva calda dentro. E quel calore iniziò a uscire fuori! Le lentiggini d'argento sul suo naso iniziarono a brillare come piccoli fari. La polvere di stelle nel suo sacchetto iniziò a ronzare di gioia. Nova capì in quel momento che la sua luce non veniva da un sasso magico sulla testa, ma batteva forte proprio al centro del suo petto.
"Andiamo!" esclamò Nova prendendo per mano la sua nuova amica. Insieme volarono verso il Ballo delle Galassie. Quando entrarono, il Grande Araldo delle Comete annunciò: "Ecco a voi la Stella del Mattino e l'Ombra Radiosa!".
Quella sera non ci fu nessuna danza più bella della loro. Ballarono tra le costellazioni, saltando tra un pianeta e l'altro (Opla! Šup!), ridendo mentre le stelle cadenti facevano il tifo per loro. Nova scoprì che quando aiuti qualcuno a trovare la propria luce, la tua brilla il doppio. E da allora, se guardi bene il cielo di notte e vedi un'eclissi che sembra brillare di un bordo d'argento, saprai che sono Nova ed Eclissi che stanno ancora ridendo e ballando insieme tra le galassie.
E fu così che tutto andò nel verso giusto, illuminato dalla luce più bella che ci sia: quella della gentilezza.