C'era una volta un piccolo mago di nome Ryu. Ryu aveva la pelle scura come il cioccolato, i capelli di un blu elettrico che brillavano al buio e una cicatrice d'argento sulla fronte che lo faceva sembrare un vero guerriero. Ryu voleva essere un mago molto serio, serissimo! Ma sai cosa succede quando i piccoli maghi cercano di fare le cose troppo seriamente? A volte la magia fa il solletico!
Un pomeriggio, nella sua stanzetta piena di stelle filanti e libri che volavano da soli, Ryu decise di fare un incantesimo maestoso. Prese il suo ciondolo di zaffiro, chiuse gli occhi e... ZAP-SPLOSH! Oh no! Invece di far apparire una nuvola magica, Ryu sentì uno strano movimento ai piedi. Guarda giù, guarda giù! Che cosa vedi? Le sue scarpe di pelle marrone non erano più scarpe. Erano diventate due rane verdi, buffe e cicciottelle! Cra-ka! Cra-ka!
Le ranocchie-scarpa, con i lacci che sembravano sciarpe colorate, fecero un salto enorme. BOING! Una finì sopra la libreria e l'altra si nascose sotto il letto. Ryu provò a fare la faccia severa, ma le rane non ne volevano sapere. La stanza era un po' buia e le ombre si allungavano come fantasmi lunghi e magri. Ryu ebbe un pochino di paura. "E se le ombre mi prendono?" pensò. Ma poi vide una rana fare una linguaccia a un'ombra imbronciata. Puf! L'ombra scappò via spaventata da quel piccolo mostriciattolo verde!
Ryu allora decise di rincorrere le sue scarpe saltellanti. Le ranocchie facevano Hop-hop-hop! dappertutto. Ryu si tuffò tra le coperte. "Presa!" gridò, ma la rana fece un balzo cicciotto e gli finì proprio sulla testa, tra i capelli blu. Ryu cominciò a ridacchiare. Sotto il letto faceva buio, ma la risata di Ryu accese il suo ciondolo come una lampadina. La paura era sparita! Sai fare anche tu un salto come una rana? Hop! Hop! Che divertimento!
Più Ryu rideva e faceva versi buffi — Ribbit! Ribbit! — più le rane smettevano di scappare. Capirono che Ryu non era un mago cattivo, ma un compagno di giochi. Ryu si sedette a terra e cantò una canzoncina dolce: "Rane piccine, scarpe ridenti, tornate ai miei piedi e saremo contenti". Allora, con un ultimo piccolo salto veloci-veloci, le rane tornarono al loro posto.
Con un leggero soffio magico... PUF! Le rane ridiventarono scarpe. Ryu le guardò bene: erano tornate normali, ma ogni tanto, mentre camminava, le punte delle scarpe facevano ancora un piccolo scatto, come se volessero fare un altro salto. Ryu sorrise, si sistemò i capelli blu e capì che non serve essere sempre seri per essere grandi maghi. A volte, basta una risata per far scappare le ombre e ritrovare le proprie scarpe. E puff... la magia è fatta!