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Il Bovaro del Bernese Trixi canta rivolta verso la luna nel bosco.

Trixi e il Concerto di Risate

Scoprite Trixi e il Concerto di Risate, una commedia della buonanotte che scalda il cuore. Unitevi a una simpatica cagnolona che desidera diventare una cantante d'opera, scoprendo che una risata sincera può essere la ninna nanna più dolce di tutte.

🌙Della buonanotte😂Commedia
7 min di lettura828 parole6+ anni

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C’era una volta, nel cuore del Bosco dei Sussurri, una cagnolona di nome Trixi con un segreto grande quanto il suo cuore. Ora, dovete sapere che Trixi non era un cane comune. Era un Bovaro del Bernese dalla pelliccia lucida come l'ebano, con quattro zampe che sembravano nuvole di velluto e una macchia bianca sul petto a forma di stella. Ma la cosa più speciale di Trixi non era il suo aspetto, no. Era la sua convinzione profonda, incrollabile e assolutamente buffa di essere una... Grande Soprano d'Opera!

Mentre gli altri cani del vicinato passavano il tempo a rincorrere palline o a abbaiare ai postini (che noia, vero?), Trixi passava le sue giornate a perfezionare i suoi acuti. Si metteva seduta ben dritta, sollevava il muso nero verso il cielo e faceva vibrare la sua piccola campana d'ottone che portava al collo. Dlin-dlon! Quello era il suo diapason. Pensate un po': un cane che sogna di cantare alla Scala di Milano! "Perché limitarsi a un semplice 'bau'", pensava Trixi scuotendo le sue orecchie morbide, "quando si può regalare al mondo una melodia celestiale?"

Quella sera, la luna era tonda e d'argento, simile a un grande riflettore puntato dritto sulla Collina delle Pigne. Era il momento perfetto per il suo debutto mondiale: la "Ninna Nanna per il Bosco". Trixi si sentiva ispirata. Voleva che ogni scoiattolo, ogni mamma tasso e ogni uccellino scivolasse nel mondo dei sogni cullato dalla sua voce vellutata. Si incamminò con il suo trotto elegante, le macchioline color ruggine sopra gli occhi che sprizzavano determinazione. Voi siete mai stati su un palcoscenico? Trixi sentiva le farfalle nello stomaco, proprio come una vera diva.

Arrivata in cima alla collina, Trixi si mise in posa. Il vento tra gli alberi smise di soffiare per ascoltare. Il silenzio era assoluto. Con un respiro profondo che gonfiò il suo petto possente, Trixi aprì la bocca. Socchiuse gli occhi color cioccolato, pensando alla musica più dolce dell'universo e... Awooo-hic! Oh cielo. Invece di una nota cristallina, uscì un ululato interrotto da un singhiozzo. Trixi non si arrese. Provò di nuovo, puntando a un tono più alto. Awa-waaa-plum! Questa volta il suono somigliava incredibilmente a una tuba che rotola giù per una rampa di scale di metallo. Bum! Crash! Fiiiiii!

In cima a un vecchio rovere lì vicino, sedevano Barnaby, Pip e Maestro, il Trio di Gufi Saggi. Erano noti per essere i critici più severi della foresta. Erano così seri che non avevano mai sorriso in vita loro. Ma sentendo quel suono — quel mix tra un trombone incantato e un palloncino che si sgonfia — Pip iniziò a tremare. Poi Barnaby fece un verso strano. Uh-hu? Uh-hihi! E improvvisamente, come una diga che si rompe, i tre gufi esplosero in una risata fragorosa. "Avete sentito?" ridacchiò Maestro, quasi cadendo dal ramo, "Sembrava un gatto che cerca di suonare la cornamusa!"

In un attimo, il bosco non fu affatto addormentato. Anzi, era più sveglio che mai! La risata dei gufi era contagiosa. He-he-he! ridacchiarono i topini di campagna sbucando dalle tane. Ah-ha-ha! si unì la Signora Tasso, aggiustandosi la cuffia da notte. Trixi si fermò, le orecchie un po’ basse. Per un momento si sentì un po’ triste. Voleva essere una regina del canto, non un pagliaccio peloso! Ma poi guardò giù e vide i piccoli scoiattoli che si sganasciavano dalle risate, tenendosi la pancia. Vide che nessuno era arrabbiato per il fracasso; erano tutti... felici.

E allora, sapete cosa fece Trixi? Sorrise. I suoi occhi scintillarono di quella sua solita luce allegra. Se il bosco non voleva un'opera seria, avrebbe avuto il più grande spettacolo comico mai visto! Trixi iniziò a giocare con la sua voce. Awoo-bau-fischio! Faceva dei suoni buffissimi, saltellando sulle zampe e facendo suonare la sua campanella a ritmo. Jingle-ring, bam, woof! I gufi iniziarono a battere le ali a tempo, trasformandosi in una stravagante orchestra, mentre Trixi conduceva il "Coro delle Risate".

Corsero, saltarono e risero finché il fiato non venne meno a tutti. La risata, si sa, è il miglior esercizio del mondo, ma stanca tantissimo! Uno dopo l'altro, gli abitanti del bosco iniziarono a sbadigliare. Un lungo, profondo sbadiglio collettivo. Oaaaah! La Signora Tasso fu la prima a tornare nel suo nido, con un sorriso ancora stampato sul muso. I topini si accoccolarono tra le radici e i gufi chiusero un occhio per volta, ancora scossi da qualche ultimo sussulto di allegria.

Trixi, con il cuore gonfio di gioia, tornò al suo letto di muschio morbido. Non era diventata una primadonna, ma aveva fatto qualcosa di molto più magico: aveva regalato un sogno fatto d'allegria a tutti i suoi amici. Mentre la luna scivolava dietro una nuvola, Trixi emise un ultimo, piccolissimo verso. Non era un acuto, non era un singhiozzo, ma un soffice e perfetto sospiro di soddisfazione. E fu così che, tra un ultimo risolino tra gli alberi e il silenzio della notte, tutti finalmente si addormentarono nel modo più dolce possibile. Buonanotte, Trixi, piccola grande stella del bosco.

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